Cosa laveresti via dal mondo?
Lo abbiamo chiesto alle persone che hanno scelto SAPONA.
Ecco le loro voci:
Laveremo via l’ingiustizia perché tutti siano considerati per ciò che sono.
Daniela e Perri, Bagno a Ripoli
Laverei via la velocità perché mi ruba il presente. Correre mi fa arrivare prima, ma vedere meno.
La lentezza, invece, è uno spazio che si apre: mi permette di "abitare il tempo", ascoltare e sentire davvero.
Sara, Firenze
Laveremo via la solitudine perché l’uomo non è un isola e la Compagnia rende l’uomo più umano.
Giovanni e la famiglia, Bari
La cosa che vorrei lavare via è la guerra perché è la violazione del più basilare dei diritti umani, la vita. E quindi guerra vuol dire la negazione di ogni diritto della persona.
Francesca Testa, Firenze
Vorrei che le parole che pronunciamo profumassero di sapone, di gentilezza, dolcezza, comprensione, verità, attenzione verso gli altri, specialmente con chi è più indifeso.
Mi piacerebbe fosse lavata via ogni parola che trasuda arroganza, prepotenza, presunzione, autocelebrazione, volgarità, indifferenza verso chi soffre.
Andrea Tozzi, Reggello
Laverei via l’odio e la violenza perché sono come ruggine sull’anima dell’umanità: corrodono tutto quello che toccano. Nascono dalla paura, dall’ignoranza, dal sentirsi piccoli… ma finiscono per farci diventare davvero piccoli. L’odio divide, la violenza distrugge, e insieme spengono la cosa più potente che abbiamo: la capacità di riconoscerci simili, anche quando siamo diversi.
Matteo, Milano
Laverei via l'egoismo di chi ha troppo e la sofferenza di chi ha troppo poco! Distribuire le risorse bellissime e sufficienti della nostra terra in modo più equo!
Mascia, Amsterdam
Vorrei lavare da questo mondo tutto ciò che non ci fa stare bene:
lo stress, il rumore inutile, le maschere quotidiane.
Tenere solo ciò che profuma di vero, di semplice, di umano.
Amir, Roma
Laverei via l’indifferenza perché è la cosa che spegne tutto: le relazioni, le città, le possibilità.
Quando smettiamo di vedere gli altri, il mondo diventa più freddo senza che ce ne accorgiamo.
Anas, Milano